Agaricus campestris
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Index Fungorum: ricerca del nome · Agaricus campestris
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 292.
Agaricus campestris L.
Commestibilità
buon commestibile; da evitare il consumo se raccolti vicino a campi appena concimati con sostanze chimiche.
Etimologia
dal latino “campester”, campestre; per il suo habitat preferenziale nelle zone prative o al margine di campi coltivati.
Cappello
Cappello 3-10 cm; da emisferico-convesso a spianato, con il margine involuto e spesso ornato da residui biancastri; cuticola di colore bianco o bruno, con una fine feltrosità fioccosa.
Imenoforo
formato da lamelle libere al gambo, molto fitte e sottili, di colore rosa carnicino poi porporino-violacee; nerastre negli esemplari maturi. Filo lamellare concolore; sporata bruno-purpurea.
Gambo
2-7 x 1-3 cm; tozzo, cilindrico, ingrossato alla base, pieno; liscio e di colore rosa nella parte sopra all’anello, bianco con fioccosità concolori nella parte inferiore. Anello semplice, supero, generalmente sottile e fugace, di colore bianco.
Carne
abbastanza soda, è di colore bianco; al taglio assume tonalità rosate più evidenti nella fascia lamellare e alla base del gambo; odore e sapore non significativi, ma fungini, gradevoli.
Ecologia
saprotrofo; comune, già pochi giorni dopo le precipitazioni, nelle radure prative o vicino a campi coltivati, prati, giardini, aree verdi urbane; a piccoli gruppi; dalla pianura all’alta montagna; dalla primavera all’autunno inoltrato.
Note e confronti
Non sono riportate note aggiuntive nella scheda del volume.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



