Agaricus xanthodermus
prataiolo ingiallente
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Index Fungorum: ricerca del nome · Agaricus xanthodermus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 294.
Agaricus xanthodermus Genev.
Commestibilità
tossico; causa sindrome gastrointestinale costante a breve latenza.
Etimologia
dal greco “xanthòs”, giallo, e “derma”, pelle; perché vira rapidamente su toni giallastri al tatto.
Cappello
6-11 cm; da emisferico o dal profilo trapezoidale ad appianato; margine appena debordante; cuticola di colore biancastro con sfumature grigio-ocracee nella parte centrale; talvolta squamoso-fibrilloso, ingiallisce al tocco.
Imenoforo
formato da lamelle libere al gambo, fitte, di colore rosa carico, brunastre a maturità. Sporata porpora.
Gambo
2-8 x 1-3 cm; cilindrico e tipicamente ingrossato, bulboso, verso la base; presto cavo; di colore biancastro, ingiallisce rapidamente se sfregato o manipolato. Ornato da un anello bianco, membranoso, dalla parte inferiore spesso squamosa.
Carne
abbastanza soda, è di colore biancastro; alla sezione si macchia rapidamente di giallino, più carico ed evidente nella parte basale. Odore sgradevole d’inchiostro od acido fenico; sapore acidulo.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica a gruppi di più esemplari, dalla tarda primavera all’autunno, sia in pascoli e giardini, sia sotto latifoglie o conifere, nelle radure erbose.
Note e confronti
Capostipite del gruppo di Agaricus noti come Xanthodermatei, che presentano la base del gambo virante su tonalità giallo-cromo intense e con le carni dal forte odore di fenolo o inchiostro; tutte specie considerate tossiche, capaci di causare sindromi gastrointestinali a breve latenza, anche severe.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



