Amanita crocea
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Index Fungorum: ricerca del nome · Amanita crocea
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 276.
Amanita crocea (Quél.) Singer
Commestibilità
commestibile dopo adeguata cottura.
Etimologia
dal latino “croceus”, color zafferano; per le tonalità del suo cappello.
Cappello
4-12 cm; da conico campanulato, quasi ottuso, a spianato-aperto con evidente umbone centrale; margine pettinato; cuticola viscida, di colore arancio vivo con sfumature brunastre e lembi residui biancastri della volva.
Imenoforo
formato da lamelle libere, fitte, sottili, di colore biancastro. Sporata biancastra.
Gambo
6-14 x 0,5-2 cm; lungo, cilindrico e slanciato, rastremato all’apice, presto cavo; di colore bianco, tipicamente screziato da bande fioccose di colore appena più chiaro del cappello; anello sempre assente; volva bianca e consistente, inguainante, biancastra.
Carne
fragile, tenera, bianca, immutabile; aranciata ai margini; senza odore o sapori rilevanti.
Ecologia
simbionte; predilige ambienti umidi in boschi di latifoglie o aghifoglie; non molto comune, si sviluppa solitamente a gruppi di pochi esemplari; da maggio a fine novembre.
Note e confronti
Ricorda nei cromatismi Amanita caesarea, che però presenta gambo e lamelle completamente di colore giallo dorato ed è provvista di un anello color crema. Amanita subnudipes (Romagn.) Tulloss [=Amanita crocea var.subnudipes Romagn.] è specie morfologicamente affine, fatta eccezione per lo stipite che si presenta biancastro, più o meno decorato da squamule concolori, non arancio-rosate, e per l’habitat di crescita più prettamente termofilo e mediterraneo, sotto Quercus sp., sia sempreverdi, sia caducifoglie.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



