Amanita verna
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Index Fungorum: ricerca del nome · Amanita verna
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 268.
Amanita verna (Bull.) Lam.
Commestibilità
velenoso mortale: causa sindrome falloidea a lunga latenza. (per i dettagli, vedi sezione tossicologia).
Etimologia
dal latino “vernus”, primaverile; per la stagione nella quale è più frequente.
Cappello
2-9 cm, da emisferico a convesso o appianato, con il margine liscio, mai striato. Cuticola liscia, di colore bianco con lievi sfumature ocracee nella parte centrale.
Imenoforo
formato da lamelle libere al gambo, molto fitte, sottili e intercalate da numerose lamellule; bianco candido. Sporata bianca, spore amiloidi.
Gambo
3-10 x 0,5-2 cm; cilindrico, slanciato e ingrossato alla base bulbosa; inizialmente è pieno poi diventa farcito o cavo; è di colore biancastro, pruinoso all’apice. Ornato da un anello alto, cascante a gonnella, liscio e di colore biancastro. Volva membranosa, biancastra, libera ma chiusa sul bulbo; sovente lobata.
Carne
Abbastanza tenera, di colore bianco candida, immutabile; trattata con idrato di potassio talvolta reagisce assumendo colorazioni giallastre nella parte esaminata; odore lieve ma sgradevole; insapore.
Ecologia
fruttifica in ambienti termofili, sotto latifoglie e conifere; diffusa a partire dalla fine dell’inverno a primavera inoltrata, si può trovare fino in autunno.
Note e confronti
La sporata bianca e la presenza di una volva alla base sono caratteri che aiutano a differenziarla dalle specie primaverili del genere Agaricus, volgarmente note come prataioli. Amanita vidua Gasch, G. Moreno & P.-A. Moreau, è una specie identica a livello morfologico, condividente anche l’ambiente di crescita; presenta una reazione negativa se trattata con l’idrossido di potassio (KOH) che risulta invece positiva su Amanita verna, assumendo colorazioni giallo carico su tutte le superfici (più debole sulla volva).
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



