Aureoboletus moravicus
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Index Fungorum: ricerca del nome · Aureoboletus moravicus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 198.
Aureoboletus moravicus (Vacek) Klofac
Sinonimi nel volume
Boletus moravicus Vacek; Xerocomus leonis (D.A. Reid) Alessio
Commestibilità
specie commestibile, ma da considerare priva di interesse alimentare, in relazione alla sua rarità.
Etimologia
da nome proprio Moravia (Morava); regione della Repubblica Ceca dove risulta entità abbastanza diffusa.
Cappello
2-7 cm; emisferico-convesso, tendente a diventare quasi appianato con la maturazione; cuticola finemente vellutata, di colore marroncino-nocciola o bruno-rossiccio, uniforme, tende a dissociarsi in fini areolature negli esemplari adulti o con clima asciutto; margine eccedente.
Imenoforo
formato da tubuli mediamente lunghi, adnati al gambo; di colore giallastro, immutabili alla pressione; pori dapprima fini, poi più ampi ed angolosi; concolori ai tubuli.
Gambo
2-6 x 1-2 cm; cilindrico slanciato, fusiforme alla base; pieno, duro e fibroso; è di colore giallastro e decorato da un pseudoreticolo punteggiato a maglie allargate di colore bruno-nocciola.
Carne
abbastanza compatta; bianco giallastra, immutabile al taglio; con odore leggero di noce di cocco e sapore non significativo.
Ecologia
simbionte; fruttifica in pochi esemplari, talvolta fascicolati al gambo, in periodi caldi in boschi di Quercus spp., Castanea spp. o Carpinus spp.
Note e confronti
Su alcuni volumi di micologia più datati, si può trovare descritto con i sinonimi Xerocomus leonis, X. moravicus o Boletus leonis.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



