Boletus aereus
porcino nero, bronzino
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Index Fungorum: ricerca del nome · Boletus aereus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 154.
Boletus aereus Bull.
Commestibilità
ottimo commestibile; può essere consumato anche crudo in insalata, in moderate quantità ed usufruendo di soli esemplari freschi e sani; dopo l’essiccazione aumenta notevolmente la sua fragranza.
Etimologia
dal latino “aes”, bronzo scuro; per il colore del suo cappello.
Cappello
5-25 cm; sodo e carnoso; da emisferico a convesso-appianato; margine spesso eccedente e incurvato; cuticola asciutta, vellutata e finemente pruinosa negli esemplari giovani; di color nocciola-scuro o nerastro, con tipiche sfumature e riflessi color bronzo-rossastro. Le colorazioni possono essere più o meno intense in relazione alle condizioni climatiche presenti al momento della raccolta.
Imenoforo
formato da tubuli lunghi ed adnati, di colore bianco, assumono colorazioni giallo-verdastre solo a maturità; immutabili; pori concolori ai tubuli, fini ed immutabili alla pressione. Sporata brunastra.
Gambo
3-15 x 3-11 cm; sodo e robusto, panciuto o regolarmente cilindrico; di colore ocra più o meno carico, sempre più chiaro del cappello; rivestito nella parte superiore da un fine reticolo biancastro, indi ocra.
Carne
soda e consistente, di colore bianco immutabile, con odore gradevole fungino, più intenso al taglio e negli esemplari essiccati e sapore fungino, dolce, molto gradevole.
Ecologia
simbionte; predilige fruttificare in luoghi caldi ed asciutti; nasce tendenzialmente sotto latifoglie, con preferenza per castagni, sughere, roveri, lecci e cerri; dall’estate al tardo-autunno; raramente oltre 1.200 metri di quota al Nord, 1.400 metri di altitudine al Centro-Sud della Penisola.
Note e confronti
Noto con i nomi popolari di bronzino o porcino nero. Il micologo francese Pierre Bulliard lo descrisse nel 1789, scegliendo come epiteto per la specie l’aggettivo latino “aes”, “aereus”, ovvero bronzeo, fatto di bronzo, in riferimento diretto alle colorazioni del suo cappello. Boletus aereus var.mamorensis (Redeuilh) Guinb. [=Boletus mamorensis Redeuilh] è un epiteto assegnato ad alcune raccolte studiate dal Marocco, dalla foresta della “mamora”, ritrovate in boschi di quercia da sughero (Quercus suber) e inizialmente considerati come una forma ecologica di Boletus aereus; nel 1978 queste raccolte vennero descritte dallo studioso francese Guy Redeuilh come una specie separata, con il nome di Boletus mamorensis, basandosi sulle colorazioni più rossastro-nocciola del cappello e sul gambo, tipicamente radicato e spesso appuntito alla base, quasi una sorta di forma ibrida fra Boletus aereus e Boletus pinophilus. Nel 2010 e nel 2019, studi filogenetici basati su nuove raccolte suggerirono come il “boleto del Marocco” non foss’altro che una variante ecologica (invece che una specie distinta) del Boletus aereus.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



