Caloboletus radicans
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Index Fungorum: ricerca del nome · Caloboletus radicans
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 162.
Caloboletus radicans (Pers.) Vizzini
Sinonimi nel volume
Boletus radicans Pers; Boletus pachypus Fr.; Boletus albidus Roques
Commestibilità
specie non commestibile; ha carni dal sapore fortemente amaro.
Etimologia
dal latino “radicans”, radicante; per l’aspetto vagamente affusolato della base dello stipite
Cappello
5-18 cm; carnoso, sodo, da emisferico a convesso, con il margine involuto o appena debordante. Cuticola asciutta e mai vischiosa, di colore biancastro, beige o grigio pallido.
Imenoforo
formato da tubuli lunghi e adnati al gambo, di colore giallo oro vivo, diventano verdognoli a maturazione e azzurri al taglio. Pori piccoli, arrotondati, concolori ai tubuli; diventano azzurri alla pressione.
Gambo
6-12 x 3-8 cm; sodo, obeso, bulboso da giovane; radicante alla base, è di colore giallo pallido, chiaro nella parte sommitale ove è anche ricoperto da un finissimo reticolo concolore; diventa azzurro- verdastro alla manipolazione.
Carne
piuttosto soda, è di colore biancastro o giallo soffuso; al taglio vira verso tonalità azzurrognole. Odore acidulo-fruttato; sapore amarissimo.
Ecologia
simbionte; fruttifica spesso in gruppi di 2-3 esemplari o isolato in boschi termofili di latifoglia con preferenza per castagni, carpini o querce; su terreni calcarei; non comune, nasce in estate-autunno.
Note e confronti
Non sono riportate note aggiuntive nella scheda del volume.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



