Calocera cornea
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Index Fungorum: ricerca del nome · Calocera cornea
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 552.
Calocera cornea (Batsch) Fr.
Commestibilità
nella storicità riportata in numerose bibliografie, tale specie viene sovente indicata come “tossica”, ma non sussistono documentazioni effettive relative al consumo ed all’eventuale sindrome gastroenterica derivante dal consumo di questa specie.
Etimologia
dal latino “cornu, corneum”; corno; in riferimento alla sua forma più frequente.
Basidioma
di dimensioni ridotte (1-3 cm di altezza; 0,1-0,3 cm di diametro), ha aspetto coralloide; può presentarsi sia in forma di corno singolo con l’apice smussato ed arrotondato; sia con l’apice a due, tre o più punte (dall’aspetto palmato o dendroide); i corni possono fruttificare singoli, ma anche cespitosi o connati. La superficie è lucida, di colore giallastro, giallo-crema, giallo-tuorlo; appena vischiosa.
Imenoforo
la parte fertile è distribuita interamente sulla superficie esterna del basidioma. Sporata ocracea.
Gambo
i corni possono essere solitari ed infissi nel substrato, o saldati tra loro in un unico ammasso basale biancastro.
Carne
ha consistenza tenace, elastica, gelatinosa; di colore giallastro; traslucida; odore e sapore non distintivi.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica in periodi umidi su ceppaie o rami marcescenti di svariate latifoglie, con predilezione per Quercus spp.; dalla tarda estate all’autunno.
Note e confronti
Non sono riportate note aggiuntive nella scheda del volume.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



