Calvatia booniana
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Index Fungorum: ricerca del nome · Calvatia booniana
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 562.
Calvatia booniana A.H. Sm.
Commestibilità
commestibile, privata dello strato esterno e se la gleba è di colore biancastro.
Etimologia
da nome proprio Boone; dedicata al professor Judson Boone, primo osservatore della specie, descritta nel 1964 dal micologo americano Alexander H.Smith.
Basidioma
globoso; può raggiungere il diametro di 30-40 centimetri; l’esoperidio è piuttosto fragile, di colore biancastro; tende a dissociarsi in placche o lembi di colore biancastro e disposti irregolarmente sulla superficie; l’endoperidio è biancastro, con riflessi grigiastri.
Imenoforo
localizzato all’interno della gleba; con la maturazione il basidioma si lacera o frattura nella parte superiore ed emetterà la polvere sporale all’esterno. Sporata brunastra.
Gambo
assente.
Carne
(gleba), soda, molto compatta; biancastra; con la maturazione diviene più molle, giallognola; infine pulverulenta, brunastra; odore fungino; sapore dolce.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica a gruppi di numerosi esemplari in file o cerchi in zone prative di alta montagna, in periodi piovosi, dall’estate al tardo autunno; non comune.
Note e confronti
Si tratta di una specie ritrovata dall’autore di questo volume in areali prativi montani in provincia di Cuneo; probabilmente è entità diffusa anche in altre zone in Italia, ma misconosciuta o scambiata per Langermannia gigantea.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



