Chlorociboria aeruginascens
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Index Fungorum: ricerca del nome · Chlorociboria aeruginascens
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 624.
Chlorociboria aeruginascens (Nyl.) Kanouse
Commestibilità
non edule.
Etimologia
dal latino “aerugo”; verderame; per le sue tonalità caratteristiche.
Ascoma
di dimensioni molto ridotte (0,2-0,7 cm di diametro) da giovane si presenta con la forma di una piccola coppa, ma durante lo sviluppo tende a distendersi, assumendo forme irregolari. Superficie esterna liscia, pruinosa e biancastra negli esemplari giovani, poi dal caratteristico colore turchese o blu-verdastro.
Imenoforo
localizzato nella superficie interna; liscio; blu-turchese, con decolorazioni verdastre. Sporata bianca.
Gambo
0,1-0,3 x 0,1-0,3 cm; molto corto; cilindrico, infisso nel substrato; bluastro.
Carne
elastica, ceracea; asciutta e fragile con clima siccitoso; di colore bianco-bluastro; odore e sapore non significativi.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica su legno in decomposizione di svariate latifoglie; il suo micelio può colorare interamente di verde-bluastro i tronchi marcescenti.
Note e confronti
Questa specie contiene un pigmento noto agli scenziati come xylindeina, responsabile della caratteristica colorazione verde-bluastro del legno infetto dal micelio di questa specie, che, in alcuni paesi del Nord Europa, viene utilizzato per lavorazioni decorative. L’uso di questo legname, noto come “quercia verde”, risale al 15 °secolo, in Italia, dove è stato utilizzato in pannelli intarsiati realizzati dallo scultore ed intarsiatore veneto Fra Giovanni da Verona. Chlorociboria aeruginosa (Oeder) Seaver, è di dimensioni ridotte ed è considerata più rara; tuttavia, le due specie non possono essere distinte basandosi solo su caratteri macroscopici: C. aeruginosa ha spore di dimensioni maggiori (9-14 x 2-4μm), quasi il doppio rispetto a C.aeruginosa (5-7 x 1-2µm). La rarità può dipendere anche dal fatto che spesso viene raccolto e determinato superficialmente solo il legno colorato d’azzurro.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



