Collybia cirrhata
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Index Fungorum: ricerca del nome · Collybia cirrhata
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 330.
Collybia cirrhata (Schumach.) Quél.
Commestibilità
senza interesse alimentare.
Etimologia
dal latino “cirrus”; riccioluto; per la fine feltratura presente sul cappello.
Cappello
0,2-1 cm; da convesso-umbonato ad appianato o anche leggermente ombelicato; margine sottile ed appena ondulato; superficie della cuticola finemente feltrata; sovente areloato-screpolata concentricamente a maturità; con tonalità giallo-ocracee nella zona centrale.
Imenoforo
formato da lamelle adnate al gambo, mediamente fitte, intervallate da lamellule; di colore biancastro.
Gambo
1-3 x 0,2-0,5 cm; cilindrico regolare; talvolta compresso; presto fistoloso-cavo; dalla superficie finemente fioccosa nella zona apicale e liscia nel terzo inferiore; di colore biancastro o ocraceo-brunastro pallido. Priva di sclerozio evidente alla base dello stipite.
Carne
esigua; fibrosa nello stipite; di colore biancastro; odore e sapore non significativi.
Ecologia
saprotrofo; cresce su lettiera o funghi marcescenti dei generi Russula e Lactarius.
Note e confronti
Collybia tuberosa si identifica per la superficie liscia e non screpolante della cuticola, e per lo stipite che termina infisso in un caratteristico sclerozio dalla forma ovoidale irregolare, di colore bruno scuro o bruno-nerastro. Il genere Collybia, un tempo considerato un insieme coeso di specie fungine, ha subìto nel corso degli anni una significativa revisione tassonomica. Inizialmente, comprendeva funghi caratterizzati da basidiomi saprotrofi di piccole o medie dimensioni, leucosporei, con gambo centrale e sovente elatico-tenace. Tuttavia, studi più approfonditi, soprattutto di natura filogenetica, hanno rivelato che il genere Collybia era in realtà un insieme polifiletico, ossia un raggruppamento di specie non strettamente imparentate tra loro. Questo ha portato così, negli anni, alla suddivisione del genere Collybia in più generi distinti, tra cui Flammulina, Gymnopus, Paragymnopus, Collybiopsis e altri.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



