Cortinarius amoenolens
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Index Fungorum: ricerca del nome · Cortinarius amoenolens
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 496.
Cortinarius amoenolens Rob. Henry
Commestibilità
non commestibile.
Etimologia
dal latino “amoenus”, attraente, bello; e dal latino “òlens”; odorante; profumato, dal buon odore.
Cappello
5-12 cm; da emisferico a tardivamente convesso, indi piano convesso; con l’orlo in principio involuto, poi disteso; superficie pileica liscia, sericeo-fibrillosa verso il margine; di colore uniforme, ocraceo-giallastro o giallo paglierino con sfumature verdognole; tardivamente ocraceo-brunastra; dal sapore amarognolo.
Imenoforo
formato da lamelle adnate al gambo, mediamente fitte, intervallate da numerose lamellule; di colore violaceo-azzurrognolo, ocracee con la maturazione. Sporata ocra.
Gambo
4-10 x 1-2,5 cm; cilindrico regolare, massiccio; con un evidente bulbo basale marginato (definito in letteratura cuoriforme, per il profilo); pieno; dalla superficie fibrillosa di colore violaceo-azzurrognolo con riflessi grigiastri, ricoperta da abbondanti tracce di velo cortiniforme giallo-ocraceo più evidenti verso la base.
Carne
compatta, violaceo-azzurognola nella zona centrale; brunastra sul cappello e più chiara verso la base; con odore intenso, caratteristico e complesso, fruttato; sapore mite, amaro sulla cuticola.
Ecologia
fruttifica in boschi di latifoglie, preferenzialmente faggi; tarda estate-autunno.
Note e confronti
Non è ancora chiaro, a livello di studi specialistici, se Cortinarius anserinus (Velen.) Rob. Henry sia specie vicariante o identica, anche filogeneticamente, a C. amoenolens.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.
