Cortinarius caperatus
caperata, foliota grinzosa
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Index Fungorum: ricerca del nome · Cortinarius caperatus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 484.
Cortinarius caperatus (Pers.) Fr.
Sinonimi nel volume
Rozites caperatus (Pers.) P. Karst.
Commestibilità
commestibile.
Etimologia
dal latino caperatus”, corrugato; per l’aspetto del cappello.
Cappello
4-15 cm; carnoso e sodo; da campanulato-ovoidale a convesso-appianato, con il margine caratterizzato da solcature irregolari che gli donano un aspetto grinzoso; cuticola di colore beige-nocciola o crema, ricoperta negli esemplari giovani da un velo pruinoso biancastro con riflessi tenui, violetti.
Imenoforo
formato da lamelle annesse, di colore giallo pallido od ocraceo; filo denticolato, biancastro. Sporata ocracea.
Gambo
2-13 x 1-3 cm; cilindrico regolare, pieno, poi midolloso, fibroso; di colore biancastro o giallo pallido, fioccoso-pruinoso nella parte superiore all’anello, rivestito da un fine velo bianco- violaceo, presto fugace nella parte inferiore. Ornato da un anello membranoso, doppio, striato nella parte superiore.
Carne
soda, poi cedevole con l’età; fibrosa nel gambo; di colore crema biancastro; con odore e sapore lievi, gradevoli.
Ecologia
fruttifica a gruppi in boschi di aghifoglie e latifoglie (peccete, faggete); estate-autunno.
Note e confronti
Entità abbastanza facile da identificare, per le grinzosità del cappello e l’anello doppio simile ad un polsino; conosciuta anche come Rozites caperata o volgarmente come “foliota grinziosa” o “caperata”. Entità che concentra in maniera naturale gli isotopi radioattivi del Cesio, senza causare problematiche per il consumo.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



