Cortinarius orellanus
cortinario orellano
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Foto 1 — © Jose Castro · CC BY
Index Fungorum: ricerca del nome · Cortinarius orellanus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 478.
Cortinarius orellanus Fr.
Commestibilità
velenoso mortale; provoca la sindrome orellanica a lunga latenza (da 48 ore a ben 15 giorni dopo il consumo); insieme a Cortinarius rubellus, è fra le specie più pericolose in assoluto.
Etimologia
da “Bixia orellana”; arbusto dal quale si estrae il colorante annatto; per il suo colore ocraceo-aranciato.
Cappello
2-8 cm; sottile, più carnoso al centro; da emisferico ad aperto, con un umbone appena pronunciato; margine da involuto ad aperto e ondulato, spesso con spaccature. Cuticola di colore rosso-arancio o bruno-fulvastro, finemente ricoperta da scaglie o fibrille concolori.
Imenoforo
formato da lamelle adnate o smarginate; larghe e spaziate, intervallate da lamellule; di colore da giallo-ocraceo a rosso-ruggine. Sporata ocra.
Gambo
3-9 x 0,5-2 cm; slanciato, quasi cilindrico ed attenuato alla base; pieno e fibroso; di colore ocraceo-giallastro poi fulvastro-ruggine; fibrilloso.
Carne
compatta, di colore giallo-ocraceo, fulvastra alla base del gambo e sotto alla cuticola. Con odore lieve di ravanello e sapore acidulo-astringente.
Ecologia
simbionte; fruttifica gregario in boschi di latifoglia, su terreni silicei e sabbiosi; estate-autunno. Non molto diffuso.
Note e confronti
Osservato nei suoi dettagli e cromatismi, è una specie difficilmente confondibile. Le specie eduli più simili sono quelle incluse nel genere Chroogomphus, che presentano lamelle decorrenti, carne alla base del gambo giallo cromo e sporata nerastra.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.

