Cortinarius rubellus
Fotografie da iNaturalist
Osservazioni della comunità: nella fonte trovi identificazioni, autori e licenze.
Guarda su iNaturalist · Segnala un’osservazione
Foto 1 — © Albert Cardona · CC BY
Foto 2 — © Justin Paulin · CC BY
Foto 3 — © wkee4ager · CC BY
Foto 4 — © Manuela Fiorini · CC BY
Foto 5 — © Virn Stothers · CC BY
Foto 6 — © wkee4ager · CC BY
Index Fungorum: ricerca del nome · Cortinarius rubellus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 478.
Cortinarius rubellus Cooke
Sinonimi nel volume
Cortinarius speciosissimus Kühner & Romagn.; Cortinarius orellanoides Rob Henry
Commestibilità
velenoso mortale; come C. orellanus contiene orellanina, sostanza termostabile che causa necrosi dei tessuti renali.
Etimologia
dal latino “rubellus”, rossiccio; per le sue tonalità aranciato-rossastre.
Cappello
2-11 cm; da conico ad aperto, con evidente al centro un umbone più o meno appuntito; margine da involuto ad aperto ed ondulato; cuticola di colore aranciato-rossastro o bruno-fulvastro, con numerose fibrille radiali o fini squamature concolori su tutta la superficie.
Imenoforo
formato da lamelle adnate al gambo, larghe ed intervallate da lamellule; di colore ocraceo o rosso brunastro. Sporata ocracea.
Gambo
3-11 x 0,5-2 cm; slanciato, cilindrico, leggermente ingrossato verso la base; pieno o spugnoso; è di colore ocraceo-brunastro, decorato da residui giallastri che formano zebrature regolari più chiare, visibili osservando controluce gli esemplari raccolti.
Carne
compatta, di colore giallo paglierino, immutabile; con sfumature rossastre alla base; con odore lieve, rafanoide, e sapore acidulo.
Ecologia
simbionte; fruttifica a piccoli gruppi in boschi di conifere in ambiente montano; dall’estate all’autunno.
Note e confronti
La sporata ocracea, l’umbone sul cappello e la decorazione a bande zebrate giallastre sul gambo sono caratteri utili per una sua corretta identificazione e differenziazione, ad esempio da alcune specie eduli del genere Chroogomphus.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



