Craterellus tubaeformis
Fotografie da iNaturalist
Osservazioni della comunità: nella fonte trovi identificazioni, autori e licenze.
Guarda su iNaturalist · Segnala un’osservazione
Foto 1 — © Mandy Hackney · CC BY
Foto 2 — Pubblico dominio · CC0
Foto 3 — © Alex · CC BY
Foto 4 — © Heiko Weber · CC BY
Foto 5 — © Ken-ichi Ueda · CC BY
Foto 6 — Pubblico dominio · CC0
Index Fungorum: ricerca del nome · Craterellus tubaeformis
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 542.
Craterellus tubaeformis (Fr.) Quél.
Sinonimi nel volume
Cantharellus tubaeformis Fr.
Commestibilità
buon commestibile; adatta all’essiccazione.
Etimologia
dal latino “tuba”, tromba; e “formis”, forma; per il suo aspetto.
Cappello
2-5 cm; molto sottile, tipicamente imbutiforme e cavo nella parte centrale; grigio-brunastro o giallo-grigiastro, talvolta si presenta finemente villoso; margine ondulato.
Imenoforo
formato da pliche abbastanza evidenti e ben formate, regolari, anastomizzate, formanti un disegno a lamelle distanti e decorrenti al gambo; di colore giallastro, quasi grigiastre con l’età, ma mai aranciate. Sporata bianca.
Gambo
2-8 x 0,5-1 cm; cilindrico regolare, liscio, compresso e cavo anche negli esemplari giovani; di colore giallo brunastro, con sfumature più chiare nella zona basale.
Carne
molto elastica e tenace, sottile, di consistenza più dura alla base del gambo; biancastra, odore lieve, fruttato; sapore dolciastro.
Ecologia
fruttifica a gruppi di numerosi esemplari, sia in boschi di conifera sia latifoglia, in ambienti umidi ed erbosi, dalla tarda estate all’autunno; talvolta si trova anche direttamente cresciuto su ceppaie di abete rosso o castagno, quasi da ricordare una specie lignicola.
Note e confronti
Conosciuta come “finferla scura”, viene considerata di minor pregio rispetto a Craterellus lutescens che ha pliche meno evidenti, odore fruttato molto intenso e colorazioni più aranciate dello stipite.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



