Cystolepiota bucknallii
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Index Fungorum: ricerca del nome · Cystolepiota bucknallii
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 304.
Cystolepiota bucknallii (Berk. & Broome) Singer & Clémençon
Sinonimi nel volume
Lepiota bucknallii (Berk. & Broome) Sacc.
Commestibilità
specie priva di interesse alimentare o rilevanza tossicologica.
Etimologia
da nome proprio Bucknall; in onore del micologo britannico Cedric Bucknall (1849-1921).
Cappello
1-3 cm; da emisferico a convesso-campanulato; con il margine liscio, mai striato; involuto; con fioccosità appendicolate; superficie della cuticola caratterizzata dalla presenza di un deposito granuloso-polveroso, residuo del velo, facilmente detersile; in principio di colore violaceo pallido; poi assume colorazioni violaceo-lilacine o violaceo biancastre con sfumature grigiastre.
Imenoforo
formato da lamelle libere al gambo, alquanto fitte, intervallate da lamellule; di colore biancastro, con riflessi crema-rosati. Sporata bianca.
Gambo
2-5 x 0,2-0,5 cm; cilindrico, sovente ricurvo; fistoloso-cavo; in principio pruinoso e biancastro; con l’età assume colorazioni violaceo-lilacine, sino a diventare bruno-ocraceo in esemplari molto maturi. Può presentare un residuo annuliforme fioccoso nel terzo superiore.
Carne
tenera, fragile; di colore biancastro; violacea nel terzo inferiore dello stipite; con odore ingrato, come di acetilene o gas illuminante; sapore ingrato.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica gregario in zone umide ai margini di foreste di latifoglie; dalla tarda estate all’autunno. Raro.
Note e confronti
Non sono riportate note aggiuntive nella scheda del volume.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



