Galerina graminea
Fotografie da iNaturalist
Osservazioni della comunità: nella fonte trovi identificazioni, autori e licenze.
Guarda su iNaturalist · Segnala un’osservazione
Foto 1 — © Michel Langeveld · CC BY
Foto 2 — © yellowplant · CC BY
Foto 3 — Pubblico dominio · CC0
Foto 4 — © Michel Langeveld · CC BY
Foto 5 — © Michel Langeveld · CC BY
Foto 6 — Pubblico dominio · CC0
Index Fungorum: ricerca del nome · Galerina graminea
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 468.
Galerina graminea (Velen.) Kühner
Sinonimi nel volume
Galerina laevis Singer
Commestibilità
non commestibile.
Etimologia
dal latino “gramineus”, degli ambienti erbosi; per il suo habitat.
Cappello
0,5-2 cm; da emisferico-campanulato a convesso sino a maturazione; con un umbone disteso non sempre evidente; margine striato o scanalato per trasparenza; superficie della cuticola liscia; igrofana; di colore bruno-ocraceo, giallo fulvastro, o crema giallastro.
Imenoforo
formato da lamelle adnate al gambo, molto rade, ventricose; di colore giallastro negli esemplari giovani, poi ocraceo-brunastre con la maturazione. Sporata brunastra.
Gambo
2-5 x 0,2-0,4 cm; cilindrico regolare, slanciato, fragile; cavo; di colore crema-giallastro, più scuro verso la zona basale; ricoperto da una fine fibrillosità biancastra; non è ornato da anelli o residui velari.
Carne
esigua, di colore giallastro; odore non significativo; sapore amarognolo.
Ecologia
fruttifica dagli areali marittimi retrodunali agli ambienti montani di alta quota, in zone umide in presenza di muschi o in radure erbose; dalla tarda primavera sino in autunno inoltrato; a gruppi di numerosi esemplari.
Note e confronti
Romagnesiella clavus (Romagn.) Contu, Matheny, P.-A. Moreau, Vizzini & A. de Haan [=Galerina clavus Romagn.], è una specie simile, che presenta cappello di colore brunastro e stipite bruno-nerastro, fruttificante in zone muschiose in ambienti marittimi.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



