Ganoderma lucidum
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Index Fungorum: ricerca del nome · Ganoderma lucidum
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 588.
Ganoderma lucidum (Curtis: Fr.) P. Karst.
Commestibilità
può essere consumato essiccato e ridotto in polvere per la preparazione di decotti.
Etimologia
dal latino “lucidum”, lucido; per l’aspetto brillante.
Basidioma
formato da un cappello che misura 2-15 cm; circolare o reniforme, con il margine di colore inizialmente biancastro poi giallo; superficie ricoperta da una crosta lucida e dura, quasi simile a vernice, di colore marrone acceso o fulvo-porporino, con presenti anche tonalità nerastre.
Imenoforo
formato da pori molto piccoli, di colore bianco fulvastro; tubuli praticamente non visibili. Sporata brunastra.
Gambo
2-14 x 0,5-2 cm; talvolta molto allungato e inserito lateralmente; a volte anche del tutto assente; superficie dura, lucida e quasi verniciata come nel cappello, di colore marrone acceso o fulvo.
Carne
coriacea; internamente suberoso-spugnosa, di colore fulvo con zonature o marezzature più chiare, biancastre.
Ecologia
parassita-saprotrofo, su tronchi o ceppaie di latifoglie o su detriti legnosi nel terreno; attivamente coltivato.
Note e confronti
Il complesso di specie orbitanti intorno a Ganoderma lucidum vengono utilizzate da millenni nella medicina tradizionale orientale e commercializzate essiccate a fette o ridotte in polvere per la preparazione di decotti. Contiene principi attivi che sembrano in grado di regolare l’ipertensione e i livelli di colesterolo e glicemia nel sangue; prodotti a base di Ganoderma sono attualmente considerati integratori alimentari.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



