Hygrocybe splendidissima
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Index Fungorum: ricerca del nome · Hygrocybe splendidissima
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 360.
Hygrocybe splendidissima (Schaeff.) P. Kumm.
Commestibilità
commestibile.
Etimologia
Dal latino “splendidus”, magnifico, splendido; per il suo aspetto
Cappello
2-9 cm; abbastanza carnoso, da campanulato a convesso-appianato, con il margine leggermente incurvato; cuticola asciutta e finemente corrugata, occasionalmente striata per trasparenza; di colore rosso-aranciato con sfumature giallo-aranciate sul bordo; a tempo particolarmente umido assume un aspetto quasi laccato.
Imenoforo
formato da lamelle annesse al gambo; piuttosto larghe e spesse, sono ventricose e intercalate da lamellule piuttosto evidenti e sinuose; di colore arancio-giallastro, con sfumature rossastre più intense nella pagina.
Gambo
2-7 x 0,5-1,5 cm; cilindrico, occasionalmente ricurvo e rastremato alla base, cavo e tipicamente canicolato-compresso, con tendenza a sdoppiarsi; la superficie è di colore rosso-aranciata più o meno uniforme, con rade fibrillosità di colore giallo-ocraceo.
Carne
fragile e piuttosto acquosa; fibrosa nel gambo; è di colore aranciato-rossastro, immutabile; con odore lieve, dolciastro-mielato negli esemplari più asciutti e sapore lievemente dolce.
Ecologia
rara; nasce in praterie e pascoli montani, in associazione a piante erbacee prative, in ambienti umidi; si presenta generalmente a gruppi di più esemplari concresciuti fra loro e uniti nella parte basale. Fruttifica dall’inizio dell’autunno, sino alle soglie dell’inverno.
Note e confronti
Non sono riportate note aggiuntive nella scheda del volume.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



