Hygrophorus neoerubescens
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Nome utilizzato da iNaturalist: Hygrophorus erubescens.
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Index Fungorum: ricerca del nome · Hygrophorus neoerubescens
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 346.
Hygrophorus neoerubescens Papetti, Peintner & Simonini
Commestibilità
mediocre commestibile.
Etimologia
Etimologicamente, “erubere” in latino indica l’arrossire, alludendo alle sue tonalità; “neo” assume il significato di novità, dato che l’originaria classificazione dell’Agaricus erubescens effettuata da Fries nel 1821 si riferiva in realtà ad un diverso fungo, Rhodocollybia maculata.
Cappello
3-9 cm, abbastanza carnoso e sodo, da convesso-umbonato ad appianato, quasi depresso o imbutiforme, con il margine involuto negli esemplari giovani poi sempre più disteso. Cuticola di colore biancastro, con sfumature rossicce e ricoperta da fibrille innate di colore porporino-carminio; presenta tipiche macchie di colore giallastro.
Imenoforo
formato da lamelle adnate o decorrenti al gambo, non fitte, di colore biancastro con sfumature color carnicine o giallastre. Sporata bianca.
Gambo
2-7 x 1-2 cm; cilindrico regolare, talvolta ricurvo alla base; pieno; di colore biancastro, ricoperto da fini granulosità rossastre all’apice e fibrillosità porporine alla base; si macchia di rossastro ove manipolato.
Carne
soda, di colore biancastro, tende a virare al giallognolo ove manipolata; priva di odori particolari, sapore amarognolo.
Ecologia
simbionte; non comune; fruttifica in boschi montani di abete rosso, umidi e igrofili, su suolo calcareo; estate-autunno.
Note e confronti
Di conseguenza, il nome Agaricus erubescens è ritenuto, sotto l’aspetto nomenclaturale, nomen confusum, portando alla definizione nel 2019 della nuova specie. Hygrophorus persicolor Ricek, ha tonalità simili nel cappello e un aspetto generalmente più massiccio; presenta un velo parziale araneoso fugace sullo stipite e predilige fruttificare su suoli acidi.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



