Hygrophorus russula
lardaiolo rosso
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Index Fungorum: ricerca del nome · Hygrophorus russula
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 346.
Hygrophorus russula (Schaeff. ex Fr.) Kauffman
Commestibilità
buon commestibile, dal sapore debolmente amarognolo.
Etimologia
dal latino “russus”, rosso; per le sue tonalità rosso vinaccia.
Cappello
3-12 cm; molto carnoso, da convesso a spianato, raramente depresso; con un umbone largo; margine spesso e a lungo involuto. Cuticola liscia, dal colore rosso-porporino dato dalle numerose fibrille innate che la attraversano su un fondo biancastro.
Imenoforo
formato da lamelle adnate o decorrenti al gambo, di colore inizialmente biancastro, poi con macchie color rosso vinoso o giallognolo negli esemplari più adulti. Sporata bianca.
Gambo
3-7 x 1-2 cm; cilindrico regolare, talvolta tozzo; carnoso, pieno, è di colore biancastro, talvolta concolore al cappello o con sfumature e punteggiature rosso-vinaccia o giallastre.
Carne
molto consistente e tenace; è di colore biancastro; al taglio vira nella metà inferiore su tonalità rossastre. Ha odore lieve e sapore debolmente amarognolo.
Ecologia
simbionte; fruttifica in boschi di latifoglie termofile con preferenza per il genere Quercus; dall’autunno fino alle soglie dell’inverno; a gruppi di numerosi esemplari, talvolta anche seminterrati.
Note e confronti
Conosciuto col nome popolare di lardaiolo o lardaiolo rosso, e con una lunga serie di nomi dialettali, è molto ricercato per la conservazione sott’olio in Liguria, Toscana, Marche, Lazio e Campania.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



