Imleria badia
boleto baio, maronenpilze
Fotografie da iNaturalist
Osservazioni della comunità: nella fonte trovi identificazioni, autori e licenze.
Guarda su iNaturalist · Segnala un’osservazione
Foto 1 — © A. Johann · CC BY
Foto 2 — © bogsuckers · CC BY
Foto 3 — © bogsuckers · CC BY
Foto 4 — © Alan Rockefeller · CC BY
Foto 5 — © Tim Johnson · CC BY
Foto 6 — Pubblico dominio · CC0
Index Fungorum: ricerca del nome · Imleria badia
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 186.
Imleria badia (Fr.) Vizzini
Sinonimi nel volume
Xerocomus badius (Fr.) E.-J. Gilbert
Commestibilità
buon commestibile; è preferibile privare gli esemplari del gambo fibroso; è adatto all’essicazione.
Etimologia
dal latino “badius”, color marrone; per le sue tonalità bruno-castane o marroncine.
Cappello
3-12 cm; carnoso, da emisferico ad irregolarmente piano-convesso, con il margine involuto negli esemplari giovani, poi quasi debordante; cuticola finemente vellutata, liscia, color bruno-castano o marroncino uniforme.
Imenoforo
formato da tubuli lunghi, annessi al gambo, giallo-pallidi; pori molto piccoli, angolosi, bianco-giallastri poi verde-olivastro, virano su tonalità bluastre al tocco. Sporata brunastra.
Gambo
5-10 x 1-3 cm; alquanto carnoso, cilindrico, esile, ma anche robusto; fibrilloso o vellutato, è di colore bruno-ocraceo o giallastro con sfumature più scure alla base.
Carne
soda e spessa, dura nel gambo, molle negli esemplari imbibiti d’acqua; è di colore biancastro od appena giallastro, scura sotto alla cuticola; assume tonalità azzurrognole nei pressi dei tubuli; odore lieve, fruttato; sapore acidulo-dolciastro.
Ecologia
fruttifica in boschi di conifera e latifoglia dall’estate all’autunno, gregario od a piccoli gruppi, talvolta nei pressi di residui legnosi, anche direttamente su ceppaie marcescenti; probabilmente si comporta come specie simbionte-saprotrofica.
Note e confronti
Per lungo tempo è stato incluso all’interno genere Xerocomus, negli ultimi anni revisionato e ulteriormente smembrato in seguito all’analisi di caratteri morfologici e filogenetici. Il nome del genere Imleria rende omaggio al micologo belga Louis Imler (1900-1993); ad oggi annovera otto specie conosciute a livello globale.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



