Infundibulicybe costata
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Index Fungorum: ricerca del nome · Infundibulicybe costata
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 414.
Infundibulicybe costata (Kühner & Romagn.) Harmaja
Sinonimi nel volume
Clitocybe costata Kühner & Romagn.
Commestibilità
commestibile.
Etimologia
dal latino “costatus”, con costolature; per l’aspetto del margine del cappello.
Cappello
3-8 cm; da convesso a piano-depresso, indi imbutiforme; umbone non sempre presente e poco eminente; margine spesso, lobato, tipicamente scanalato da costolature a forma di Y; cuticola vellutata, di colore ocraceo aranciato o bruno-aranciato generalmente uniforme; talvolta può presentarsi ricoperto da una fine pruina biancastra.
Imenoforo
formato da lamelle decorrenti sul gambo, fitte, irregolari, sinuose e intervallate da lamellule, di colore biancastro, poi crema-giallastro. Sporata bianca.
Gambo
1-5 x 0,5-1,5 cm; cilindrico, appena ingrossato alla base; farcito poi cavo; di colore bruno-aranciato, lievemente più chiaro del cappello; ha la superficie ricoperta da fibrille longitudinali biancastre; alla base presenta fini tomentosità di colore bianco.
Carne
tenace e fibrosa; di colore biancastro; con odore gradevole di mandorle amare (cianico) e sapore dolce; reazione bruno-rossastra al KOH.
Ecologia
fruttifica in boschi di conifere o latifoglie in zone umide,
Note e confronti
Infundibulicybe alkaliviolacens Bellù, specie simile, rara, assume tonalità violacee sulla cuticola se trattata con idrato di potassio; l’altrettanto affine a livello morfologico Infudibulicybe mediterranea Vizzini, Contu & Musumeci, presenta una reazione giallastra.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



