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Laccaria bicolor

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Foto 1 — © Daniel Kennedy · CC BY

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Foto 4 — © Letizia Weichgrebe · CC BY

Foto 5 — © Paco Bergson · CC BY

Foto 6 — Pubblico dominio · CC0

Index Fungorum: ricerca del nome · Laccaria bicolor

Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 404.

Laccaria bicolor (Maire) P.D. Orton

Commestibilità

senza interesse alimentare.

Etimologia

dal latino “bicolor”, dai due colori: per le caratteristiche tonalità viola ametista e rosato-aranciate.

Cappello

2-7 cm; da convesso-ombelicato ad appianato; con il margine leggermente ondulato e leggermente striato per trasparenza; cuticola finemente squamulosa, igrofana; lucida e dalle colorazioni aranciato-rosate con clima umido; opaca e talvolta screpolata, con tonalità biancastro-aranciate in periodi siccitosi.

Imenoforo

formato da lamelle adnate al gambo, raramente decorrenti; abbastanza spaziate, spesse, sinuose; intervallate da lamellule; di colore rosato-aranciato con riflessi di colore violaceo lilacino sempre evidenti. Sporata bianca.

Gambo

2-10 x 0,2-0,5 cm; cilindrico, slanciato, ingrossato nella zona basale; fibroso, cavo; con la superficie di colore roseo-aranciato, percorsa da fini fibrillosità brunastre. Talvolta presenta una pruinosità biancastra all’apice, mentre alla base è ricoperto da feltrature miceliari dal caratteristico color viola ametista.

Carne

esigua, fragile; di colore bianco-rosato; violacea alla base del gambo; con odore e sapore non significativi.

Ecologia

fruttifica prevalentemente in boschi di latifoglie, dall’estate all’autunno, in seguito a buone precipitazioni.

Note e confronti

All’interno di un raggruppamento complesso, dove sono annoverate tutte specie con morfologia simili e dal cappello con tonalitù ocraceo-aranciate o carnicino-rosate, questa specie, per il contrasto il color ametista delle lamelle, della base del gambo e del micelio alla base del gambo, si può delimitare con facilità.

Come leggere questa scheda

Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.

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