Lactarius helvus
Fotografie da iNaturalist
Osservazioni della comunità: nella fonte trovi identificazioni, autori e licenze.
Guarda su iNaturalist · Segnala un’osservazione
Foto 1 — © Annie Weissman · CC BY
Foto 2 — Pubblico dominio · CC0
Foto 3 — © Nina Filippova · CC BY
Foto 4 — © Tatiana Strus · CC BY
Foto 5 — © Daniel Ghyselinck · CC BY
Foto 6 — © Марина Давлетшина · CC BY
Index Fungorum: ricerca del nome · Lactarius helvus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 256.
Lactarius helvus (Fr.) Fr.
Commestibilità
specie a tossicità incostante.
Etimologia
Dal latino helvus, “di colore giallo rossastro”; per i suoi cromatismi;
Cappello
4-10 cm; dall’aspetto robusto; da convesso a piano-convesso, indi piano-depresso e imbutiforme; con un umbone acuto centrale; margine in principio involuto, poi disteso, intero; superficie pileica opaca, in principio feltrato-vellutata, poi squamuloso-fioccosa, screpolata con tempo secco; di colore camoscio chiaro, beige-ocraceo o bruno-rossastro, con qualche guttula più scura. La feltratura tende ad essere appressata al centro e diradate al margine, in rilievo con l’età.
Imenoforo
formato da lamelle adnate o subdecorrenti sul gambo; arcuate, intervallate da lamellule; di colore crema o crema-ocraceo chiaro, poi ocra-giallastre con l’età.
Gambo
3-7 x 1-2 cm, slanciato, cilindrico irregolare, a volte ingrossato al centro e attenuato alla base; talvolta compresso o ricurvo; pieno, poi midolloso; dalla superficie asciutta e opaca, con feltrature biancastre alla base; di colore crema-biancastro, giallo-ocraceo con l’età.
Carne
soda ma poco spessa; midolloso-spugnosa nello stipite; biancastra, con sfumature color crema-carnicine; odore molto particolare, definito di dado da brodo, cicoria torrefatta o curry; sapore mite. Secerne un latice acquoso, trasparente, immutabile, dal sapore mite.
Ecologia
fruttifica in ambienti umidi, in boschi montani di conifere; estate-autunno.
Note e confronti
è considerato il responsabile di un grave episodio di intossicazione alimentare, con quadro gastrointestinale, che ha colpito più di 400 individui a Lipsia nel 1949, come documentato da Klemm nel 1961.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



