Lactarius pallidus
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Index Fungorum: ricerca del nome · Lactarius pallidus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 254.
Lactarius pallidus Pers.
Commestibilità
non commestibile.
Etimologia
dal latino “pallidus”, pallido; per le sue tonalità sempre molto chiare, variabili dal bianco-rosato al rosato-ocraceo tenue.
Cappello
4-14 cm; da convesso a piano-convesso; raramente disteso-depresso; con il margine a lungo involuto; cuticola dalla superficie leggermente vischiosa con l’umidità; brillante con clima secco, di colore ocraceo-chiaro, crema rosato o rosa-carnicino; biancastra o soffusa di rosa; sempre con tonalità molto chiare; priva di scrobicoli o zonature.
Imenoforo
formato da lamelle adnate al gambo, piuttosto fitte; sottili, arcuate; intervallate da numerose lamellule; di colore crema, con riflessi pallidi rosato-ocracei; tendono a macchiarsi di bruno-ruggine a maturazione. Sporata bianca.
Gambo
2-6 x 1-2 cm; cilindrico, appena attenuato alla base; pieno, presto cavo; di colore crema-biancastro od appena rosato; può presentarsi sporadicamente guttulato ed imbrunire lievemente nella parte inferiore.
Carne
compatta, gessosa; di colore biancastro; con odore fruttato e sapore mite. Secerne un latice di colore biancastro, poco abbondante, immutabile; di sapore in principio dolciastro; indi lievemente acre.
Ecologia
simbionte; fruttifica in boschi di latifoglie con spiccata predilezione per le faggete; estate-autunno.
Note e confronti
Non sono riportate note aggiuntive nella scheda del volume.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



