Lactifluus volemus
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Index Fungorum: ricerca del nome · Lactifluus volemus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 240.
Lactifluus volemus (Fr.) Kuntze
Sinonimi nel volume
Lactarius volemus (Fr.) Fr.
Commestibilità
commestibile.
Etimologia
dal latino “pirum volemum”, pera vola che riempie la mano; per le sue dimensioni;
Cappello
4-13 cm; abbastanza carnoso, da convesso a piano, con il margine spesso e involuto; cuticola vellutata, rugolosa; spesso screpolata con l’età o con clima secco; giallo-aranciata o fulvo-aranciata.
Imenoforo
formato da lamelle adnate o subdecorrenti, crema-biancastre; ocraceo-brunastre se sfregate.
Gambo
4-9 x 1-3 cm; carnoso, cilindrico, attenuato alla base; pieno poi farcito; generalmente pruinoso, è aranciato, più chiaro del cappello; tende ad imbrunire allo sfregamento.
Carne
abbastanza soda; bianco-brunastra, con odore intenso di topinambour con sentori di pesce, più intenso negli esemplari adulti; sapore mite. Latice biancastro, lentamente imbrunente; abbondante, mite.
Ecologia
simbionte; fruttifica in boschi di latifoglie e conifere a gruppi di pochi esemplari, dall’estate all’autunno.
Note e confronti
è la specie capostipite di un complesso, definito gruppo di Lactifluus volemus, che annovera tre entità simili morfologicamente, separabili con lo studio microscopico o analisi filogenetiche. Lactifluus subvolemus Van de Putte & Verbeken è frequente nelle faggete calcaree, che presenta cromatismi pileici in genere più chiari. Lactifluus oedematopus (Scop.) Kuntze ha colorazioni pileiche di norma più scure e sembra essere la specie del gruppo più diffusa in Italia.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



