Lepista glaucocana
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Index Fungorum: ricerca del nome · Lepista glaucocana
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 422.
Lepista glaucocana (Bres.) Singer
Commestibilità
mediocre commestibile; da consumare privato dello stipite.
Etimologia
dal latino “glaucus”, ceruleo; e “canus”, candido; per il suo colore azzurrognolo-liaceo chiaro, che pare quasi sbiadito.
Cappello
4-11 cm; abbastanza carnoso; da convesso ad appianato, con il margine arrotondato anche negli esemplari maturi; cuticola di colore azzurrognolo-lilaceo con sfumature violette e macchie ocracee tipicamente dall’aspetto sbiadito, più chiaro nella parte centrale.
Imenoforo
formato da lamelle uncinate, molto fitte, separabili a piccoli blocchi; di colore azzurro-violaceo.
Gambo
3-8 x 0,5-2,5 cm; carnoso, cilindrico ingrossato alla base dove si presenta spesso bulboso e con residui delle ife miceliari di colore biancastro; pieno poi fibroso; superficie concolore al cappello con fini fibrillosità o punteggiature all’apice di colore lilacino.
Carne
compatta nel cappello, piuttosto fibrosa o spugnosa nel gambo; è di colore bianco-grigiastro-azzurrognola, immutabile, con odore terroso e sapore gradevole.
Ecologia
saprotrofo; predilige le zone acquitrinose e umide dei boschi, sia sulla costa sia in media montagna; nasce dal tardo autunno alla primavera; non molto diffusa.
Note e confronti
Non sono riportate note aggiuntive nella scheda del volume.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



