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Lycoperdon perlatum

vescia di bosco

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Foto 1 — © Michael Nerrie · CC BY

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Index Fungorum: ricerca del nome · Lycoperdon perlatum

Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 564.

Lycoperdon perlatum Pers.

Sinonimi nel volume

Lycoperdon gemmatum Batsch.

Commestibilità

commestibile; da consumare gli esemplari freschi con la gleba di colore biancastro, privati dello strato esterno del peridio che può risultare ingrato al palato.

Etimologia

dal latino “perlatus”, perlato; per il suo aspetto.

Basidioma

2-4 x 3-8 cm; dalla forma di pera capovolta, con il tratto inferiore tipicamente rastremato; stretto; talvolta globoso; ricoperto da finissimi aculei sull’intera superficie, più evidenti nella parte superiore, corti e fini nella parte inferiore; ornato da una sorta di piccole verruche circolari che si formano alla caduta degli stessi aculei; è di colore biancastro, poi crema ed infine brunastro. A maturazione si apre un orifizio nella parte centrale-superiore da dove fuoriusciranno le spore.

Imenoforo

superficie fertile posta all’interno della gleba; le spore vengono emesse attraverso un foro che si apre nella parte sommitale. Sporata bruna.

Gambo

assente; solitamente è visibile uno pseudogambo differenziato.

Carne

(gleba) si presenta compatta, biancastra; poi assume colorazioni marroncino-ocracee con consistenza polverosa, dovuta alla maturazione delle spore. Odore lieve; sapore dolce.

Ecologia

saprotrofo; fruttifica in piccoli gruppi in boschi di aghifoglie e latifoglie, dalla primavera all’autunno.

Note e confronti

Nota con i nomi popolari di “vescia”, “loffa”, “peto di lupo”.

Come leggere questa scheda

Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.

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