Marasmius oreades
gambesecche
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Index Fungorum: ricerca del nome · Marasmius oreades
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 336.
Marasmius oreades (Bolton) Fr.
Commestibilità
ottimo commestibile, da consumare solo il cappello.
Etimologia
dal latino “oreades”, delle Oreadi, ninfe delle montagne; perché considerati funghi delle streghe, in virtù della loro particolare fruttificazione a cerchi, semicerchi o lunghe file.
Cappello
1-5 cm; abbastanza carnoso, convesso e campanulato nel fungo giovane, poi spianato con un poco pronunciato umbone centrale; margine regolare e liscio nei funghi giovani, sinuoso in quelli maturi. Cuticola igrofana, di colore crema-ocraceo o nocciola, più scura negli esemplari giovani.
Imenoforo
formato da lamelle libere al gambo, distanti; inframezzate da lamellule; da biancastre a nocciola. Sporata bianca.
Gambo
2-7 x 0,1-0,4 cm; cilindrico slanciato; molto tenace e coriaceo; pieno; di colore bianco-nocciola, con talvolta fini tomentosità alla base.
Carne
tenera nel cappello, tenace-legnosa nel gambo; biancastra; con odore di mandorle amare e sapore aromatico.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica in ambienti prativi od ai margini dei boschi pochi giorni dopo le precipitazioni, in gruppi numerosi riuniti a file o in cerchi; dalla pianura alla montagna; primavera-autunno.
Note e confronti
Popolarmente note come “gambesecche”, sono adatte all’essiccazione, dal sapore intenso ed aromatico. Il simile Marasmius collinus, raro, considerato non edule, presenta stipite cavo e non tenace-elastico. Le Lepiota di piccola taglia, potenzialmente velenose mortali, non presetano mai uno stipite tenace e coriaceo, ma fragile.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



