Melanoleuca cognata
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Index Fungorum: ricerca del nome · Melanoleuca cognata
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 396.
Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maubl.
Commestibilità
mediocre commestibile.
Etimologia
dal latino “cognatus”, affine; perché simile a Melanoleuca arcuata (entità più rara); risulta descritta dal micologo svedese Elias Magnus Fries nell’opera del 1874 Hymenomycetes Europaei Sive Epicriseos Systematis Mycologici come Agaricus arcuatus var.cognatus.
Cappello
2-10 cm; da convesso ad appianato, con una leggera depressione intorno ad un basso ed ampio umbone centrale; margine regolare, biancastro negli esemplari giovani e debolmente aranciato in quelli adulti; cuticola liscia o lievemente untuosa, poco igrofana; grigio-brunastra con sfumature ocraceo-ramate diffuse.
Imenoforo
formato da lamelle adnato-decorrenti al gambo, mediamente fitte, ventricose, alte il doppio dello spessore della carne del cappello; intervallate da lamellule; beige-crema, tendenti ad assumere con l’età caratteristiche tonalità aranciate o rosa-salmone. Filo lamellare color arancio.
Gambo
4-10 x 1-2 cm; cilindrico, sovente ingrossato alla base; presto cavo; superficie liscia, pruinosa all’apice e tomentosa sul fondo, grigio-beige-brunastra, ricoperta da fibrille concolori.
Carne
tenera nel cappello; bianco-grigiastra; con odore lieve erbaceo e sapore mite.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica dalla primavera all’autunno, preferenzialmente in boschi di aghifoglie, in particolare sotto abete bianco.
Note e confronti
Non sono riportate note aggiuntive nella scheda del volume.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



