Mycena inclinata
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Index Fungorum: ricerca del nome · Mycena inclinata
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 316.
Mycena inclinata (Fr.) Quél.
Commestibilità
senza interesse alimentare.
Etimologia
dal latino “inclinatus”, inclinato.
Cappello
1-4 cm; da conico-campanulato ad espanso, con un umbone più o meno evidente; margine striato per trasparenza e caratteristicamente dentellato, quasi frastagliato negli esemplari adulti; cuticola liscia, viscosa con clima umido, igrofana; di colore grigio-biancastro, bruno-grigiastro, più scura nella parte centrale.
Imenoforo
formato da lamelle adnate o decorrenti con dentino; mediamente fitte, leggermente ventricose ed intervallate da brevi lamellule; di colore biancastro od appena grigiastre, con il filo regolare e concolore. Sporata bianca.
Gambo
3-10 x 0,2-0,4 cm; cilindrico; incurvato con l’età; talvolta unito alla base con altri individui; superfice liscia, solitamente caratterizzata da due o tre colori: biancastra nella zona apicale, giallo-brunastra in quella centrale e bruno-rossastra verso la base, dove presenta fini villosità biancastre.
Carne
esigua; tenace nello stipite; biancastra; con odore e sapore ingrati, definiti di sego o grasso rancido.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica a gruppi di numerosi esemplari, spesso cespitosi, su legno marcescente, preferenzialmente di latifoglie; dall’estate al tardo-autunno.
Note e confronti
Per la caratteristica forma dello stipite negli esemplari adulti.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



