Mycena meliigena
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Index Fungorum: ricerca del nome · Mycena meliigena
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 318.
Mycena meliigena (Berk. & Cooke) Sacc.
Commestibilità
specie priva di interesse alimentare.
Etimologia
da Melia azedarach; poiché specie diffusa sulle cortecce di alberi del genere Melia.
Cappello
0,1-1 cm; da subgloboso ad emisferico-convesso, poi campanulato ed infine espanso; con il margine striato per trasparenza, leggermente scanalato-crenulato; superficie ricoperta da una fitta pruina biancastra, di colore molto variabile da grigio-marroncino a beige-brunastro a violaceo-purpureo.
Imenoforo
formato da lamelle adnate al gambo, molto spaziate; spesse e intervallate da sottili lamellule; inizialmente sono concolori al cappello, poi assumono sfumature biancastre. Sporata bianca.
Gambo
0,2-2 x 0,1-0,2 cm; cilindrico, leggermente incurvato; ricoperto da una fine pruina biancastra, è sovente concolore al cappello.
Carne
molto esigua; bianco-rosata o grigiastra, priva di odori o sapori significativi.
Ecologia
saprotrofo; fruttifica a gruppi numerosi su cortecce di alberi vivi di conifere e latifoglie, durante periodi umidi e piovosi.
Note e confronti
Si presenta con una vasta sfumatura di colorazioni che possono fruttificare frammiste fra di loro sulla medesima corteccia, talvolta anche insieme alle affini M. supina e M. pseudocorticola. Di ridottissime dimensioni, è frequente in parchi, giardini e cimiteri urbani, durante periodi piovosi; il giorno seguente ad una buona precipitazione, i tronchi possono presentarsi interamente colonizzati dalla presenza di questa specie.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



