Ramaria formosa
Fotografie da iNaturalist
Osservazioni della comunità: nella fonte trovi identificazioni, autori e licenze.
Guarda su iNaturalist · Segnala un’osservazione
Non sono disponibili fotografie selezionate con licenza CC0 o CC BY per questa scheda.
Index Fungorum: ricerca del nome · Ramaria formosa
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 548.
Ramaria formosa (Pers.) Quél.
Sinonimi nel volume
Ramaria neoformosa R.H. Pedersen
Commestibilità
tossico; causa sindrome gastroenterica costante con effetti lassativi piuttosto intensi.
Etimologia
dal greco “formosus”, di bell’aspetto; per i suoi colori.
Basidioma
4-15 cm, dalla forma coralloide o di cavolfiore, è formato da una serie di ramificazioni appressate e non molto allungate che dipartono tutte da un’unica base biancastra a forma di tronco. Negli esemplari giovani il tronco è di colore biancastro, le ramificazioni primarie hanno tonalità rosa salmone ed i rami secondari sono di colore giallastro; con l’età, assume colorazioni più scure per via del deposito sporale.
Imenoforo
interamente posto sulle ramificazioni del fungo; ha superficie liscia. Sporata ocracea.
Gambo
la base di queste ramificazioni è appena affusolata; di colore biancastro, con sfumature gialline.
Carne
abbastanza tenera e compatta, è di colore biancastro; negli esemplari maturi presenta sovente macchie di colore rossastro. Ha odore lieve, fungino, e sapore acidulo-astringente, appena amarognolo.
Ecologia
simbionte; fruttifica in boschi di conifere e latifoglie su terreno nudo, dall’estate all’autunno, in periodi umidi.
Note e confronti
Per i suoi cromatismi, in gioventù è difficile scambiarla con specie similli; da adulta può invece essere confusa con altre Ramaria crescenti nei medesimi come Ramaria flava e Ramaria flavescens. Il concetto di Ramaria neoformosa, è quello di un entità identica, che presenta cromatismi rosati ancor più vividi e diffusi.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.
