Ramaria sanguinea
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Foto 1 — © Daniel Ghyselinck · CC BY
Index Fungorum: ricerca del nome · Ramaria sanguinea
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 550.
Ramaria sanguinea (Pers.) Quél.
Commestibilità
commestibile previa cottura.
Etimologia
dal latino “sanguineus”, color sangue; per le sfumature che ricordano il colore del sangue.
Basidioma
4-15 cm; dalla forma coralloide o di cavolfiore, si presenta con una base a guisa di tronco piuttosto allungata, di colore biancastro, dalla quale dipartono numerose e fini ramificazioni complesse che si intersecano fino alla cima, ove presentano uno o due apici quasi appuntiti. I rametti sono di colore giallastro o giallo limone, tipicamente con sfumature color rosso vinato sulle punte, più frequenti negli esemplari maturi.
Imenoforo
l’intera superficie fertile, liscia, si trova sulle ramificazioni del fungo. Sporata ocracea.
Gambo
abbastanza carnoso; biancastro, appena bulboso e leggermente radicante; presenta tipiche sfumature rossastre e tende a macchiarsi di color vinaccia ove contuso.
Carne
biancastra; con odore lieve fungino e sapore leggermente astringente.
Ecologia
simbionte; fruttifica in boschi di latifoglie o conifere con preferenza spiccata per le faggete, dall’estate all’autunno.
Note e confronti
Fra le tante specie del genere Ramaria dalle colorazioni più o meno giallastre, Ramaria sanguinea si riconosce con facilità per le chiazze color rosso vinaccia evidenti alla base del tronco (dopo manipolazione) e osservando gli apici delle ramificazioni, soffusi di rossastro negli esemplari più adulti. Ramaria aurea (Schaeff.) Quél. è una specie rara, dai toni giallo-aranciati sfumati di rosa salmone, con gli apici color giallo mais; presenta inoltre un diverso quadro microscopico (assenza completa di giunti a fibbia) e sembra essere entità correlata solo all’areale del faggio.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.

