Rubroboletus satanas
porcino malefico
Fotografie da iNaturalist
Osservazioni della comunità: nella fonte trovi identificazioni, autori e licenze.
Guarda su iNaturalist · Segnala un’osservazione
Foto 1 — © Fyodor Pudovikov · CC BY
Foto 2 — © Conrad Altmann · CC BY
Foto 3 — © Bobo-X · CC BY
Foto 4 — © Ondřej Křivan · CC BY
Foto 5 — © vuikaan · CC BY
Foto 6 — © Алена Ручка · CC BY
Index Fungorum: ricerca del nome · Rubroboletus satanas
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 168.
Rubroboletus satanas (Lenz) Kuan Zhao & Zhu L. Yang
Sinonimi nel volume
Boletus satanas Lenz
Commestibilità
specie tossica; causa disturbi gastrointestinali costanti a breve latenza, in genere entro due ore dal consumo.
Etimologia
dal latino “satanas”, di Satana. Perché considerato malefico, velenoso, anche per i suoi cromatismi.
Cappello
5-25 (30-40!) cm; carnoso e sodo, emisferico-convesso poi appianato; margine da involuto ad appianato, ma sempre eccedente. Cuticola asciutta, da biancastra a color beige-rosato o bruno-olivastra; non vira al tocco.
Imenoforo
formato da tubuli liberi, lunghi, separabili, gialli, giallo-verdastri, azzurrognoli al taglio. Pori fini, rotondi, giallastri od arancio-rossastri; sfumati di blu al tatto.
Gambo
3-12 x 2-10 cm; robusto, carnoso, ingrossato alla base; giallo all’apice, rosso tenue al centro, giallo-rosato sul fondo; manipolato assume sfumature bluastre; ricoperto da un fine reticolo, concolore, poi rosso sangue.
Carne
soda negli esemplari giovani; biancastra o giallina, al taglio vira debolmente su toni bluastri; odore grato, disgustoso a maturità; sapore dolce.
Ecologia
simbionte; fruttifica a gruppi di pochi esemplari in boschi xero-termofili di latifoglie, poco comune; estate-autunno.
Note e confronti
Nonostante la nomea e la tossicità costante, in alcune aree del centro-sud Italia viene ancor’oggi incautamente consumato, dopo trattamenti di cottura prolungata o ebollizione con scarto dell’acqua di cottura.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



