Sarcodon imbricatus
steccherino bruno, fungo dado
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Index Fungorum: ricerca del nome · Sarcodon imbricatus
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 532.
Sarcodon imbricatus (L.) P. Karst.
Sinonimi nel volume
Hydnum imbricatum L.
Commestibilità
mediocre commestible se consumato fresco; viene raccolto con lo scopo di essiccarlo, per poi ridurlo in polvere preparando una polvere aromatizzante adatta a svariate pietanze.
Etimologia
dal latino “imbricatus”, disposto a embrici sovrapposti; per le squamature.
Cappello
4-20 cm, abbastanza carnoso, da convesso ad appianato, talvolta anche depresso nella parte centrale; margine generalmente ondulato e lobato, involuto negli esemplari giovani; cuticola di colore grigio-brunastro,ornata da grosse scaglie di colore scuro, tipicamente disposte in maniera concentrica, più appuntite verso il centro del cappello.
Imenoforo
formato da aculei piuttosto fitti e decorrenti sul gambo; sono di colore biancastro ma presto diventano grigio-brunastri. Sporata brunastra.
Gambo
2-6 x 1-3 cm; tozzo e grosso, corto, pieno poi cavo; è di colore grigio-brunastro, generalmente liscio.
Carne
soda ma tenace, dura nel gambo; di colore bianco-grigiastro, con odore leggero, iodato e sapore amarognolo.
Ecologia
simbionte; nasce in boschi di conifere, in particolare sotto abete rosso, dall’estate all’autunno; a gruppi di pochi esemplari.
Note e confronti
Conosciuto con il nome di “steccherino bruno”, è particolarmente noto in Trentino proprio il sapore della sua polvere essiccata, al punto di esser chiamato “fungo dado”.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.


