Singerocybe phaeophthalma
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Index Fungorum: ricerca del nome · Singerocybe phaeophthalma
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 420.
Singerocybe phaeophthalma (Pers.) Harmaja
Sinonimi nel volume
Clitocybe phaeophthalma (Pers.) Kuyper
Commestibilità
tossica; causa sindrome muscarinica.
Etimologia
dal greco “phaeos”, scuro; e “ophthalmós”; occhio; dagli occhi scuri; per la parte ombelicata del cappello più scura negli esemplari adulti.
Cappello
2-6 cm; da convesso a piano-depresso, infine infossato al centro, ombelicato; con il margine sottile, regolare, debolmente striato negli esemplari più giovani; cuticola dalla superficie liscia, igrofana, di tonalità biancastro o beige-ocracee, più vivide con tempo umido, generalmente più scure nella parte centrale.
Imenoforo
formato da lamelle decorrenti sul gambo, mediamente spaziate, intervallate da corte lamellule; di colore biancastro con riflessi color crema negli esemplari maturi. Sporata biancastra.
Gambo
2-5 x 0,5-1 cm; cilindrico regolare, fistoloso o cavo, è finemente fibrilloso, di colore biancastro, appena ristretto alla base dove talvolta presenta una feltratura miceliare biancastra.
Carne
abbastanza tenace, più fibrosa nello stipite; di colore biancastro; con odore sgradevole, definito dalla maggior parte della letteratura come “odore di pollaio” o grasso irrancidito; sapore ingrato.
Ecologia
saprotrofa; fruttifica a piccoli gruppi su lettiera, in boschi di conifere e latifoglie; autunno.
Note e confronti
Come altre specie di funghi clitocyboidi dalle colorazioni bianco-grigiastre, può causare intossicazioni di tipo muscarinico.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



