Tricholoma virgatum
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Index Fungorum: ricerca del nome · Tricholoma virgatum
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 388.
Tricholoma virgatum (Fr.) P. Kumm.
Commestibilità
tossico; causa sindromi gastrointestinali di tipo “resinoide” a breve latenza.
Etimologia
dal latino “virga”, verga; per le fibrille che ornano (vergano) il cappello.
Cappello
4-8 cm; in principio si presenta tipicamente conico, poi si espande mantenendo al centro un umbone acuto; margine spesso fessurato, leggermente debordante; cuticola fibrillata radialmente di scuro su un fondo di colore grigio-cinereo.
Imenoforo
formato da lamelle smarginate o adnate al gambo, fitte, di colore bianco-grigiastro, con il filo talvolta nerastro o punteggiato di grigio. Sporata biancastra.
Gambo
2-7 x 0,5-2 cm; cilindrico regolare, talvolta similbulboso, pruinoso nella parte apicale; biancastro o talvolta con rade sfumature di colore rosa negli esemplari più giovani.
Carne
fragile, spesso fessurata nel cappello; di colore bianco, grigiastra sotto alla cuticola e ocracea alla base del gambo; senza odore rilevanti, con sapore acre e amarognolo.
Ecologia
specie poco comune che nasce solitaria o a gruppi di 2-3 esemplari, in boschi di conifere con preferenza per pino silvestre e abete rosso; da agosto a fine ottobre.
Note e confronti
Specie poco frequente che si distingue per il suo umbone pronunciato, il cappello fibrilloso, spesso fessurato, il sapore acre e lo stipite liscio, privo di qualunque ornamento.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



