Tuber rufum
tartufo rosso
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Index Fungorum: ricerca del nome · Tuber rufum
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 642.
Tuber rufum Pollini
Commestibilità
non edule.
Etimologia
dal latino “rufum”, rosso; per le sue tonalità.
Aspetto macroscopico
ascocarpi dalla forma subglobosa, gibbosa o arrotondata; di dimensioni medie comprese fra 1 e 4 centimetri; raramente di taglia maggiore. Il peridio è sottile, dalla consistenza cornea, ben differenziato dalla gleba, dalla superficie formata da fini squamature appressate, di colore variabile da bruno-rossastro a giallastro-ocraceo; ma anche quasi nerastro (molti fra questi aspetti ecologico-cromatici sono in fase di studio con l’ausilio della biologia molecolare: pertanto risulta più corretto parlare di Tuber del complesso di Tuber rufum). La gleba è compatta, di colore bruno-fulvastro o grigio-ocraceo, percorsa da vene sterili biancastre tortuose, irregolari, spesso interrotte. Con odore caratteristico che ricorda la pancetta affumicata e deboli sfumature agliacee; sapore gradevole.
Ecologia
simbionte; fruttifica nei primi centimetri di profondità del terreno, su suoli calcarei; associato a latifoglie e conifere; dall’areale mediterraneo a quello collinare; matura dal mese di maggio sino al principio della stagione invernale.
Note e confronti
Entità dai cromatismi bruno-nerastri, erano associati alla f. lucidum. Tuber nitidum Vitt. [=T. rufum f. nitidum (Vitt.) Montecchi & Lazzari] è una specie simile, dai cromatismi della gleba giallo-ocracei. Tuber ferrugineum Vitt. [=T. rufum f. ferrugineum (Vitt.) Montecchi & Lazzari] presenta colorazioni della gleba fulvo-rossastre.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.


