Xerocomellus chrysenteron
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Index Fungorum: ricerca del nome · Xerocomellus chrysenteron
Nicolò Oppicelli, Funghi in Italia, terza edizione, marzo 2026, pagina 190.
Xerocomellus chrysenteron (Bull.) Šutara
Sinonimi nel volume
Xerocomus chrysenteron (Bull.) Quél.; Xerocomus communis (Bull.) Bon
Commestibilità
mediocre commestibile
Etimologia
dal greco “krisos”, oro; ed “enteron”, interno; per la carne di colore giallastro.
Cappello
2-7 cm; da emisferico a convesso, poi appianato-irregolare, con il margine in principio involuto poi regolare; cuticola vellutata, di colore brunastro, camoscio od oliva-verdastro, tipicamente screpolata con tempo secco, lascia intravedere tonalità rosate nella carne sottostante.
Imenoforo
formato da tubuli di media lunghezza, adnati, di colore giallo più o meno carico, azzurri all’aria; pori grandi e angolosi, concolori ai tubuli, diventano bluastri alla pressione. Sporata brunastra.
Gambo
2-8 x 0,5-2 cm; generalmente cilindrico slanciato, incurvato od affusolato alla base; pieno; di colore giallo chiaro e ricoperto dalla base verso l’apice da fibrille o costolature rossastre; bluastro al tocco; visibili residui miceliari biancastri alla base.
Carne
tenera poi molle, di colore bianco-giallastra, rossa sotto la cuticola, appena azzurrognola all’aria nel cappello o nella fascia imeniale; con odore fruttato e sapore acidulo.
Ecologia
fruttifica gregario, prevalentemente in boschi di conifere; estate-autunno.
Note e confronti
Xerocomellus cisalpinus è una specie sosia, che fruttifica in ambienti più termofili e con un marcato viraggio della carne su tonalità blu-azzurognole nella metà inferiore dello stipite.
Come leggere questa scheda
Le indicazioni di commestibilità sono quelle riportate nel volume e riguardano la specie descritta. Per valutare i funghi effettivamente raccolti è necessario il controllo di un ispettorato micologico. I riferimenti al sapore non invitano all’assaggio; i rimandi a immagini o capitoli si riferiscono al libro.



